Hai in casa un bambino allergico? Niente panico

  Categorie: Salute del bambino,
6 min.
18. Apr'17

Non solo l’inverno tende a essere associato a una rinorrea e a starnuti incessanti. Anche nel periodo primaverile, nei bambini possono comparire molto facilmente sintomi simili a quelli di un raffreddore. Se la rinorrea e gli attacchi continui di starnuti diventano una regola durante le giornate primaverili per i vostri piccoli, allora potrebbe trattarsi molto facilmente di un raffreddore allergico. E anche se questa malattia può complicare la vita al vostro piccolo e a tutta la famiglia, potete imparare come alleviare i suoi sintomi.

Come abbiamo già menzionato all’inizio, i sintomi più comuni del raffreddore allergico, o anche della cosiddetta rinite allergica, sono il fastidioso muco dal naso e gli starnuti continui, ai quali può associarsi anche la tosse, la respirazione difficoltosa, a volte accompagnata da fischi, oppure una spiacevole sensazione irritante in gola.

Rinite allergica

L’allergia causa stanchezza e irritazione

Un sintomo frequente della rinite allergica è però anche il prurito agli occhi, che può arrivare fino all’infiammazione della congiuntiva. La rinite allergica può causare anche altri disturbi, come infezioni alle orecchie o una malattia della mucosa dei seni paranasali, chiamata anche sinusite. Bisogna stare particolarmente in guardia quando il bambino, durante la respirazione, inizia a “rantolare”. Questi sintomi infatti si associano anche a l’asma bronchiale, che è una forma più grave di allergia, in grado di colpire i polmoni.

Il bambino che soffre di raffreddore allergico può spesso avere mal di testa o mal di pancia, di notte dormirà più difficilmente e durante il giorno proverà di nuovo stanchezza o un generale stato di irritazione. I più piccoli hanno spesso problemi a concentrarsi, cosa da non sottovalutare soprattutto nei bambini in età scolare. Nella stagione dei pollini, a volte la reazione allergica può manifestarsi anche sulla pelle.

Voi genitori soffrite di allergie? Probabilmente colpirà anche vostro figlio

Sebbene l’insorgenza dell’allergia possa dipendere da diversi fattori, quello principale è la predisposizione genetica. Se un bambino nasce in una famiglia in cui nessuno soffre di allergie, avrà solo una probabilità del 5-15% di ammalarsi, indipendentemente dalla storia familiare. Più parenti con allergie avete in famiglia, soprattutto tra genitori e fratelli/sorelle, maggiore è la probabilità che anche il bambino la sviluppi.

Se soffre di allergia solo uno dei genitori, il rischio di malattia nei loro figli aumenta della metà. L’allergia sia del padre sia della madre, invece, può aumentare fino al 90% le probabilità di malattia nella prole.

Se anche la madre in persona è allergica, non deve affatto preoccuparsi dell’allattamento. Gli allergeni infatti non arrivano affatto al latte materno. Inoltre, il latte materno contribuisce a costruire naturalmente l’immunità del bambino e riduce anche il rischio di infezioni. Al contrario, nei più piccoli, possono portare alla comparsa di allergie anche un ambiente inadatto con un alto contenuto di sporcizia, uno stile di vita o una dieta scorretta o l’inalazione del fumo di sigaretta, il cosiddetto fumo passivo.

Mamma con la figlia sul prato

Perché avviene la reazione allergica?

Se per il vostro piccolo viene confermata un’allergia al polline, probabilmente si tratterà di un’allergia occasionale, cioè della cosiddetta allergia intermittente. Il suo vantaggio è la durata breve, quindi i fastidiosi sintomi dei vostri bambini li affliggeranno solo temporaneamente – durante la stagione della fioritura delle piante specifiche alle quali sono allergici.

I granuli di polline maschili microscopici delle piante e degli alberi in fiore, le particelle di polvere o le spore di muffe entrano nell’aria e raggiungono la mucosa nasale del vostro bambino. Poiché l’organismo le interpreta come sostanze indesiderate, attiva i suoi meccanismi di difesa – una reazione chimica, durante la quale, tra l’altro, viene rilasciato l’istamina. Se nel corpo ce n’è in eccesso, irrita le terminazioni nervose e provoca prurito sia sulla pelle sia sulla mucosa nasale, ma allo stesso tempo dilata i vasi e causa arrossamento, oltre al noto orticaria, cioè fastidiosi pomfi acquosi.

Nella stagione dei pollini, state particolarmente attenti

La regola di base è: proteggere i bambini dagli allergeni, per quanto possibile. Quando la stagione dei pollini raggiunge il picco, dovrebbero stare fuori il meno possibile. Le irritazioni ripetute infatti aumentano inutilmente la sensibilità della mucosa nasale. Per questo controllate soprattutto le notizie sul livello di allergeni nell’aria.

Un aiuto molto valido per i genitori può essere anche il calendario dei pollini, con periodi di comparsa esattamente indicati dei pollini di specifici alberi o erbe. Nell’aria si diffondono maggiormente durante le giornate soleggiate, secche ma anche ventose. Con l’aria calda infatti salgono verso l’alto, dove il vento li disperde a centinaia di chilometri di distanza.

Allergia persistente – disturbi per tutto l’anno

A volte un’allergia occasionale può arrivare fino a diventare persistente (perdurante). Succede se i sintomi non diminuiscono, ma anzi il numero di allergeni aumenta, di anno in anno. In caso di allergia durante tutto l’anno, tra i fattori scatenanti delle irritazioni nell’organismo ci sono anche gli acari della polvere o gli allergeni degli animali.

Da nessuna parte è scritto che l’allergia non possa comparire anche in quei bambini che in età più giovane non ne hanno mai sofferto. Per questo lo stato di salute del vostro piccolo va controllato regolarmente.

Il periodo più a rischio è intorno ai 10 anni; la probabilità più bassa di rinite allergica stagionale è invece nei bambini fino a 5 anni. Nei lattanti, il primo segnale di allergia è spesso la comparsa di eczema atopico. È interessante anche il fatto che soffrano di allergie più spesso i bambini nati poco prima dell’inizio della stagione dei pollini. Tuttavia, l’allergia “classica” può essere individuata con esami solo a partire da circa 3 anni di età.

Creare un ambiente antiallergico adatto

Se il vostro bambino soffre di allergie, soprattutto aiuterà il rispetto di principi igienici, con i quali ridurrete il rischio di reazioni indesiderate al minimo. La base è assicurargli una casa sana e pulita, senza la presenza di allergeni:

  • Durante la stagione dei pollini si consiglia di non ventilare a lungo.
  • Aprite le finestre solo per poco tempo, per far arieggiare gli ambienti in modo rapido ma intenso. Bisogna fare particolare attenzione in le ore critiche della giornata, cioè al mattino e al tardo pomeriggio.
  • Per gli allergici sono completamente inadatte le stanze eccessivamente riscaldate, soprattutto le camere da letto.
  • Nella cameretta dei bambini curate la corretta umidità dell’aria. Non deve essere né troppo bassa né superare il limite del 40%. Un ambiente troppo umido infatti crea un terreno fertile per gli allergeni interni, come muffe e polvere.
  • Oltre all’umidificatore, investite anche in un aspirapolvere di qualità, idealmente con il cosiddetto filtro HEPA.
  • Sostituite regolarmente anche i filtri dell’aria nei sistemi di climatizzazione.
  • Non dimenticate di comprare ai bambini un materasso antiallergico.
  • Posteľnú bielizeň durante la stagione dei pollini va cambiata ogni settimana. Tuttavia non stendetela fuori. Se possibile, procuratevi piuttosto un’asciugatrice, nella quale, alla temperatura più alta, eliminerete anche tutti gli acari. Lo stesso vale anche per gli indumenti.
  • Non fate mai indossare ai bambini di nuovo i vestiti con cui sono stati fuori, anche solo per una breve pausa. Durante la stagione dei pollini, su di essi possono depositarsi piccole particelle di polline, polvere e muffe.
  • Insegnate ai bambini che, dopo essere rientrati dall’esterno, devono automaticamente lavarsi le mani.
  • Ogni sera dovreste concedere loro almeno una doccia veloce e, durante la stagione dei pollini, lavate i capelli più spesso. Gli allergeni infatti possono depositarsi su tutto il corpo, quindi i bambini possono portarli facilmente fino a letto.

Separare la biancheria prima del lavaggio

Cosa fare quando l’allergia è già scoppiata?

Secondo gli esperti, trascurare la terapia dell’allergia è in assoluto l’errore più grande che commettiamo. Dopo un esame, che comprende test del sangue e della pelle, e dopo la conferma della diagnosi, il medico di solito prescrive i cosiddetti antistaminici. Questi funzionano soprattutto per le allergie stagionali.

I sintomi della rinite da fieno, però, si possono alleviare anche in modo “casalingo”. Il naso che cola non lo fermerete, ma potete almeno evitare che i vostri bambini abbiano il naso irritato. Per pulirlo usate esclusivamente fazzoletti di carta morbidi e applicate regolarmente una crema.

Respirare con la bocca asciuga prima la gola, che diventa dolorante e irritata e arriva anche la sensazione di disidratazione. Per questo è importante prendersi cura del piccolo allergico anche con un regolare apporto di liquidi; anche i gargarismi aiutano. Per gli occhi che prudono, invece, aiutano impacchi freddi.

Oltre ai farmaci locali per il naso, è importante mantenerlo pulito. Per liberarsi del muco potete usare un aspiratore, cioè un aspiratore, oppure la cosiddetta doccia nasale. Tuttavia, può dare sollievo anche una semplice soluzione salina in una normale siringa. Usate però esclusivamente sale che non contenga iodio.

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