Ipnoparto: dite addio al dolore

  Categorie: Gravidanza,
4 min.
23. Nov'16

Nove mesi portiamo nel pancione il nostro bambino e non vediamo l’ora di prenderlo per la prima volta tra le braccia - solo che, nella gioia e nel sognare, ci sta in mezzo uno “spauracchio” di nome parto. Già solo la parola “parto” suscita paura e rispetto nella maggior parte delle mamme. Il metodo ipnoparto non è nessuna specie di voodoo, ma un metodo collaudato per ottenere un parto naturale in tranquillità e quasi senza dolore.

Ipnoparto come celebrazione della vita

Il nome ipnoparto è un po’ fuorviante e può scoraggiare facilmente le donne. Non si tratta di ipnotizzare, come lo conosciamo nei film, ma piuttosto di un insieme di tecniche naturali per gestire il parto nel modo migliore possibile e garantire a sé e al bambino un decorso sereno, senza preoccupazioni. Autrice dell’ipnoparto è l’americana Mary F. Mongan, più volte madre, il cui obiettivo personale era partorire i suoi figli in modo naturale - cosa molto insolita negli anni ’50. Nonostante avesse un piano del parto ben elaborato e un accordo con il ginecologo/ostetrica, nei primi due parti non le fu permesso un parto naturale.

Mary F. Mongan si sentiva frustrata e decise di cambiare il sistema ostetrico. Si documentò a fondo sull’argomento e costruì il suo metodo basandosi sulle conoscenze dell’ostetrico britannico, il dottor Grantly Dick-Read, che già nel 1913 aveva studiato le differenze tra parto naturale e parto con interventi medici.

Il principio fondamentale dell’intero programma è l’affermazione secondo cui il parto è normale per la donna e può svolgersi in tranquillità e con delicatezza. Le donne che padroneggiano le tecniche di ipnoparto riescono persino a partorire senza dolore - solo con la sensazione di pressione. Alfa e omega è l’eliminazione della paura e la fiducia nel proprio corpo. Il parto non è uno spauracchio, ma una celebrazione della vita.

Neomamma

La paura gioca contro di noi

Un grande ostacolo è la paura con cui le donne arrivano in ospedale per il parto ed eliminarla è quasi impossibile. Oggi anche una bambina sa che parto e dolore sono la stessa cosa. Ce lo fanno capire film, articoli su riviste e racconti horror di donne che l’hanno già vissuto. Molte donne, soprattutto della generazione più anziana, dicono che le ragazze di oggi non reggono niente. Forse vi ricordate le storie delle nostre bisnonne e trisnonne, che lavoravano nei campi e, quando arrivava il momento, si accovacciavano sotto l’albero più vicino, partorivano in pace e poi continuavano a lavorare.

Queste storie sono state “addolcite” nel tempo, ma una cosa non si può negare - la naturalezza. Le donne non erano state esposte fin da piccole allo stress del parto: al contrario, consideravano il parto una parte naturale della vita. Proprio a quella serenità mira anche il metodo di Mongan - la donna è “progettata” per affrontare il parto facilmente e con un dolore minimo.

Alfa e omega è liberarsi dalla paura. Quando una donna entra nel travaglio con paura e stress, il suo corpo assume una posizione di difesa e produce l’ormone catecolamine, che agisce da mediatore dello stress. In parole semplici: il flusso di sangue si sposta lontano dagli organi che non sono coinvolti nel meccanismo di difesa e il sangue va verso gli organi vitali. Questo fa sì che le arterie che portano all’utero si contraggano invece di rilassarsi e aprirsi.

Il risultato è una muscolatura tesa nell’utero e una cervice chiusa. In quel momento la donna che sta partorendo avverte un dolore considerevole. Non è raro neppure il prolungamento del parto e delle doglie.

Paura del dolore

Il respiro, soprattutto

La teoria è chiara, ma quando arriva il momento difficile, poche partorienti restano calme. È la stessa cosa con la trema. Potete convincervi di non avere paura, ma nel momento in cui vi presentate davanti a una folla, vi irrigidite. Purtroppo, le associazioni negative legate ai parti sono profondamente radicate in noi e strapparle via richiede un piano a lungo termine.

La soluzione è proprio l’ipnoparto, che insegna alla partoriente tecniche di respirazione e di visualizzazione, grazie alle quali durante il parto sarà rilassata. Le tecniche sono molto simili agli esercizi di respirazione yoga e, come lo yoga, richiedono un allenamento costante nel tempo. Per raggiungere uno stato ottimale e prepararsi al parto, si consiglia di frequentare un corso di ipnoparto certificato, dove l’insegnante vi spiegherà le singole tecniche e il successivo allenamento quotidiano della respirazione per diversi mesi.

Un grande vantaggio è se la donna, durante la gravidanza (oppure ancora prima), frequenta lezioni di yoga.

Esercizi di yoga

Al corso di ipnoparto c’era anche la mamma Katka: “Ho scoperto l’ipnoparto verso la 30ª settimana di gravidanza e ho deciso di provarlo. Tuttavia non sono riuscita a padroneggiare la tecnica di ipnoparto, perché l’ho frequentata 4 settimane prima del parto vero e proprio. Il fatto è che per allenarlo ci vuole un tempo sufficiente. Però non me ne pento. Mi ha aiutato soprattutto a rendermi conto che il parto è una parte naturale della vita di una donna e che non bisogna averne paura.”

Se siete sane e non rientrate in un gruppo a rischio (gravidanza a rischio), il metodo di ipnoparto è adatto a voi. Potete acquistare il libro di Marie F. Mongan - HypnoBirthing: The Mongan Method, frequentare un corso certificato oppure cercare video disponibili online.

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