Lo sapevate che con un bambino potete parlare anche senza che sappia pronunciare nemmeno una sillaba? Migliorare la vostra comunicazione con il bambino aiuta la comunicazione tramite il linguaggio dei segni – comunicare attraverso i gesti. I bambini piccoli che comunicano così con i genitori condividono i loro sentimenti e bisogni con gli adulti ancora prima che arrivi il turno delle loro prime parole.
Alzare le mani, salutare con la mano, fare sì/no con la testa per esprimere consenso o dissenso... Tutto questo sono i primi segni che i bambini usano spontaneamente e in modo intuitivo. Immaginate però che il vostro bambino sapesse indicare con i gesti che è già sufficientemente nutrito, oppure che ha bisogno di essere cambiato. Il linguaggio dei segni per bambini udenti nel mondo si usa da oltre 20 anni. Gli effetti del linguaggio dei segni sono stati studiati approfonditamente dalle psicologhe Linda Acredolo e Susan Goodwyn dell’Università Davis in California già negli anni ’80 del XX secolo. Hanno scoperto che il linguaggio dei segni aiuta nello sviluppo del linguaggio parlato e dell’intelligenza.

Il linguaggio dei segni rafforza il legame
La naturale voglia di comunicare con l’ambiente è presente nei bambini fin da piccoli. I genitori attenti notano diversi tipi di pianto – uno per il dolore, uno per la rabbia o la paura – oppure il linguaggio del corpo con cui ci vogliono far capire che chiedono il latte o che sono stanchi. Attraverso i segni e i gesti appresi, i bambini arricchiscono i loro mezzi espressivi. Se temete che il linguaggio dei segni ritardi lo sviluppo del linguaggio, sarete sorpresi: è proprio il contrario. Le ricerche hanno dimostrato che i bambini che usavano i segni ottengono risultati migliori nelle abilità linguistiche e nei test del QI. Inoltre, il linguaggio dei segni rafforza il legame tra genitori e bambini, sostiene lo sviluppo emotivo positivo dei bambini e rafforza la loro sicurezza in sé.
Con un vantaggio di quasi un anno
Il linguaggio dei segni funziona in diversi contesti linguistici e culturali. Le psicologhe Linda Acredolo e Susan Goodwyn si sono basate sul loro studio, durato 20 anni. Hanno diviso i bambini in due gruppi: in uno si usava il linguaggio dei segni, nell’altro no. Nel primo gruppo hanno scoperto che, all’età di 24 mesi, i bambini che segnavano avevano un vantaggio di oltre tre mesi. Quando i bambini avevano 36 mesi, erano avanti rispetto ai loro coetanei che non segnavano quasi di un intero anno!
Benefici a lungo termine del linguaggio dei segni
Sette anni dopo la fine dello studio, hanno deciso di concentrarsi sui benefici a lungo termine di questa comunicazione non verbale. Nel test WISC‐III (QI), i bambini che da piccoli segnavano hanno ottenuto in media 12 punti in più rispetto ai bambini del secondo gruppo. Secondo altre ricerche, questo tipo di comunicazione con il bambino aumenta l’apprendimento attivo durante gli anni scolastici e riduce la frustrazione e l’aggressività in classe.
Come si impara il linguaggio dei segni?
- scegliete un programma che offra materiali didattici di qualità per genitori e bambini,
- rivolgetevi a un’istruttrice certificata,
- i corsi di linguaggio dei segni sono offerti anche da centri per l’infanzia, che organizzano incontri tra bambini che segnavano,
- potete iniziare a usare i segni fin dalla nascita; il significato dei singoli gesti il bambino lo comprenderà circa nel 6° mese,
- insegnate al bambino solo quando ha buon umore,
- usate insieme il segno e la parola, inserite i segni nella routine quotidiana,
- lodate il bambino per i suoi successi,
- coinvolgete anche il resto della famiglia, eventualmente la babysitter,
- nei bambini sono stati osservati in totale 49 tipi di gesti (attesa, protesta, richiesta di un oggetto, espressione dei bisogni).
- un bambino di 8 mesi userà i gesti circa 18 volte al mese, un bambino di 19 mesi fino a cento volte.






