Conoscete la sesta malattia?

  Categorie: Salute del bambino,
5 min.
31. May'26

I genitori di bambini piccoli sanno che i bimbi possono portare a casa dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola davvero qualsiasi cosa e che le malattie non fanno eccezione. Una delle malattie che si diffonde nei gruppi di bambini è anche la roseola, nota anche come sesta malattia. Come si trasmette, come si manifesta e chi colpisce più spesso?

La roseola è, in modo simile alla quinta malattia, un’infezione virale che colpisce più spesso bambini dai 6 mesi ai 2 anni. La sesta malattia è causata da due virus strettamente correlati, ovvero l’herpesvirus umano (HHV) di tipo 6 e 7. Questi virus appartengono allo stesso gruppo dei più noti virus herpes simplex (HSV), ma a differenza di essi non causano herpes labiale né infezioni da herpes genitale.

La sesta malattia è contagiosa e si diffonde attraverso la saliva e le goccioline delle vie respiratorie della persona infetta, che può però non avere ancora sintomi. Durante il parlare, lo starnutire o la tosse, nell’aria si rilasciano piccole goccioline che le persone nelle immediate vicinanze possono inalare. Le goccioline possono anche depositarsi su superfici che i bambini toccano e, successivamente, con le mani contaminate possono toccarsi il naso o la bocca.

I primi sintomi della sesta malattia compaiono di solito 5-15 giorni dopo il contagio, per cui il virus può essere diffuso anche da persone senza sintomi. La roseola è più contagiosa durante la fase febbrile e per 24 ore dopo la sua scomparsa. Dopo la diminuzione della febbre e la comparsa dell’eruzione cutanea, il bambino non è più infettivo e può tornare di nuovo all’asilo o a scuola.

Roseola

Fonte foto: Freepik

Febbre, convulsioni ed eruzione cutanea

La sesta malattia nel lattante e nel bambino inizia con una febbre alta (spesso oltre 39,5 °C), che può durare 3-5 giorni. Durante questo periodo il bambino può essere irritabile, perdere l’appetito e lamentare dolore alla gola. Per la sesta malattia, nella prima fase, sono tipici anche linfonodi ingrossati al collo o palpebre gonfie; possono inoltre comparire lievi problemi respiratori come naso che cola e tosse, oppure disturbi gastrointestinali (diarrea o vomito).

I primi sintomi della sesta malattia, come per la quinta malattia, possono essere facilmente scambiati per influenza o gastroenterite virale. Il sospetto di una diagnosi corretta spesso arriva solo dopo la fine della febbre, perché circa nello stesso periodo sul torace e sul tronco compare un’eruzione cutanea, che però di solito non prude. L’eruzione poi si estende a collo, viso, braccia o gambe e può durare da poche ore fino a diversi giorni. Nelle persone con pelle chiara l’eruzione può apparire come macchie rosa o rosse, ma su una pelle più scura può essere più difficile da notare.

La sesta malattia può avere anche un decorso più complicato, soprattutto nella fase iniziale. Circa nel 10-15% dei bambini piccoli, la febbre può salire molto rapidamente e causare convulsioni febbrili. Queste si manifestano con scatti e contrazioni delle braccia, delle gambe o del viso, che durano 2-3 minuti, con perdita del controllo della vescica e dell’intestino (il bambino può urinare, evacuare o vomitare) e con lo sguardo fisso che “si spegne” o si gira.

Non esiste un metodo noto e verificato per impedire che la sesta malattia “attacchi” il vostro bambino. Poiché si tratta di una tipica malattia infantile, si presume che possa conferire una certa immunità duratura contro questa malattia, e che il decorso sia molto meglio tollerato dai bambini rispetto agli adulti (come avviene anche con la varicella). La sesta malattia è un’affezione che si presenta nell’arco della vita una sola volta e un’infezione ripetuta con questo virus è estremamente rara.

Basta la terapia a casa

La sesta malattia è un’infezione virale, quindi il pediatra non prescriverà alcun antibiotico (gli antibiotici possono curare solo infezioni batteriche). Per ridurre la febbre, però, il medico raccomanderà, in base all’età del bambino, paracetamolo o ibuprofene (per i bambini oltre i 6 mesi). In alcuni casi, per calmare il dolore e abbassare la febbre, veniva prescritto anche l’aspirina, ma a causa dell’acido acetilsalicilico nei minori di 17 anni può causare raramente la sindrome di Reye, che provoca gravi danni al cervello e al fegato.

La buona notizia è che le eruzioni cutanee causate dalla sesta malattia non prudono e non fanno male, quindi il vostro piccolo malato non avrà bisogno di antistaminici né di creme né pomate specifiche per alleviare il prurito. È però importante rispettare l’idratazione, soprattutto durante i primi giorni, per evitare che, a causa della febbre, si verifichi disidratazione.

Quinta o sesta malattia?

Diverse malattie virali che si manifestano con un’eruzione cutanea hanno gli stessi sintomi o sintomi molto simili. Non fa eccezione nemmeno il caso della quinta e della sesta malattia. Come capire se il vostro bambino ha la quinta o la sesta malattia? Ecco le differenze principali:

Quinta malattia

Sesta malattia

  • è causata dal parvovirus B19
  • è causata dall’herpesvirus umano 6 e 7
  • colpisce bambini di età compresa tra 5 e 15 anni
  • colpisce bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni
  • temperatura elevata fino a 38,5 °C
  • febbre oltre 39,5 °C
  • tra i primi sintomi rientrano anche mal di testa, naso chiuso e naso che cola
  • tra i primi sintomi rientrano anche mal di gola e tosse, linfonodi ingrossati e palpebre gonfie, diarrea e vomito
  • eruzione cutanea rosso chiaro sulle guance, che può estendersi a petto, schiena, braccia e gambe
  • eruzione cutanea rosso chiaro sul petto, che può estendersi a collo, viso, braccia o gambe
  • l’eruzione può prudere
  • l’eruzione non prude

Solo il medico, che visiterà il bambino e vi chiederà l’andamento finora della malattia, potrà confermare con certezza se, nel caso del vostro piccolo, si tratta della quinta o della sesta malattia. In alcuni casi, per una diagnosi corretta può servire un esame del sangue, ma nella maggior parte dei casi non è necessario. Il pediatra, tuttavia, visiterà accuratamente il bambino per stabilire la diagnosi corretta ed escludere, ad esempio, una reazione allergica ai farmaci, un’infezione dell’orecchio, morbillo, rosolia o scarlattina.

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